Il tech uccide il lavoro fisso?

Il tech uccide il lavoro fisso?

La tecnologia ha cambiato il modo di vedere il lavoro in diversi modi.

Il primo e più evidente è senza dubbio l’automazione, che ha reso desueti alcune tipologie di lavoro: il centralista vecchia maniera, lo stagnino, l’arrotino, la lavandaia e così via. Alcuni di essi stanno tornando in auge (come l’arrotino), altri sono persi per sempre.

Alcuni temono che, mano a mano che andremo avanti nel tempo, la tecnologia ci rimpiazzerà sempre di più, ma possiamo dire senza ombra di dubbio che la paura che il tech possa “uccidere il lavoro” è totalmente infondata.

Basti pensare al fatto che oggi ci sono lavori che anni fa non esistevano: il web designer e lo sviluppatore di app sono due esempi davvero calzanti.

A riprova di questo basta guardare il numero delle persone che cercano un lavoro da dipendente, in costante aumento, e la crescente diffusione dei servizi correlati a questa tipologia di lavoro, come i prestiti per dipendenti, la cui richiesta è in costante crescita tra banche e finanziarie in tutta Italia.

Il secondo modo in cui la tecnologia ha cambiato il nostro modo di lavorare è legato al fatto che oggi sono sempre di più le persone che lavorano da casa e che, per farlo, hanno deciso di mettersi in proprio.

I vantaggi di lavorare direttamente dalla propria dimora domestica sono tanti:

  • per le mamme e i papà, è possibile stare vicino ai figli grazie ad un’opzione che permette di non sacrificare né la carriera e né la famiglia;
  • per i giovani, consente di avviare un’attività imprenditoriale senza avere il costo di un ufficio;
  • per tutti, lavorare da casa si fa solitamente con un computer e una connessione ad internet, il che significa pochi costi fissi iniziali ed un investimento minimo.

Certo, c’è da dire che il lavoro da casa non è per tutti, per diversi motivi:

  • per la maggior parte del tempo si sta dentro;
  • si lavora al computer, cosa che non tutti riescono a fare;
  • non si riescono ad organizzare gli orari di lavoro e si finisce per lavorare anche 12 ore al giorno non-stop, soprattutto se si è giovani e non si ha una famiglia.

Insomma, non bisogna temere la tecnologia, ma vederla come una naturale evoluzione del mondo odierno, una cosa di cui non possiamo più fare a meno e con cui dobbiamo imparare, volenti o nolenti, a convivere.