Il futuro dei corsi e il tech

Il futuro dei corsi e il tech

Sempre più persone “parcheggiate” in attesa di un lavoro fisso provano a frequentare corsi di varia natura per implementare il proprio bagaglio professionale e il curriculum. Ci sono corsi di ogni tipo e in effetti spesso si tratta di un buon modo per incasellare esperienze utili alle future assunzioni. Ci sono davvero tante tipologie di corsi ed è difficile destreggiarsi nel mare di un’offerta declinata in maniera sempre più caotica e sensazionalista (tra corsi “fuffa” venduti a utenti sprovveduti o corsi d’elite a prezzi astronomici).

Così come in parte sta già accadendo per i corsi accademici all’Università (privata e non), il mondo dell’insegnamento si sta piano piano “smaterializzando”. Il futuro dei corsi infatti sembra sempre meno vincolato ad un luogo “fisico”, quando più ad un schermo luminoso e anche per questo proliferano i siti sui corsi online come Docetonline o come Life Learning. Nei corsi del futuro insomma la figura dello studente e quella dell’utente andranno sempre più a sovrapporsi: l’apprendimento sarà davvero sempre più virtuale? I corsi “canonici”, con l’insegnante in carne ed ossa ed un rapporto frontale con la cattedra sono già obsoleti? Difficile azzardare scenari sulla breve distanza. Quel che è certo è che questo nuovo approccio porterà con sé lati negativi e aspetti positivi.

Se è vero che la tecnologia sempre fagocitare sempre più il mondo reale, è pur vero che soluzioni didattiche virtuali consentirebbero di ridimensionare di molti i costi di alcune attività… sì, ma che prezzo? Quanto è importante il contatto diretto con la “materia trattata”? Difficile dare una risposta univoca. Alcuni studiosi danno ancora una decina d’anni massimo ai corsi di natura “fisico-reale”. I nostri figli dunque potrebbero già scaricare tranquillamente lezioni da Internet, fare domande ai docenti su Skype e non pagare i libri di testo (con conseguente risparmio di carta). Questo sia per tutta la sfera accademica che per i corsi professionali di qualunque tipo, dall’agricoltura alla cosmetica: tutto sarà più “hi tech”. Le competenze-medie della popolazione aumenteranno oppure no?